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Simone Dessì





I suoi articoli:

Letteratura e Cinema

Un cavallo su Netflix mi ha insegnato che la vita è solo un lungo calcio tirato nell'uretra. Una recensione della quarta stagione di ''Bojack Horseman''.

“Io voglio sentirmi bene con me stesso, come fai tu e... non so come si fa. E non so se ci riesco” Bojack Horseman è la serie animata di maggior successo su Netflix, nonché uno dei prodotti pop più importanti per la mia generazione: è una serie che ha avuto il coraggio di parlare della depressione, dell’incapacità di comunicare e di quel senso di solitudine ed inadeguatezza che il mondo di oggi ci sta lasciando, e riesce a farlo sia con battute nere e ciniche sia cambiando improvvisamente registro con eventi e personaggi così reali ed intimisti da lasciarti completamente svuotato. Questo è il colpo di scena più grande, hai cominciato a guardare un cartone animato su animali antropomorfi aspettandoti una qualche parodia del mondo di Hollywood e ti ritrovi con un protagonist

Filosofia e Riflessioni

L'amore, mio padre e i pesci

Avrò avuto circa 6-7 anni e i miei genitori mi regalarono un acquario. Non che me ne importasse molto, l’idea di poter curare e dare un nome a tutti i suoi pesci mi eccitò per solo due giorni, dopo i quali lasciai a mio padre l’onere di nutrire tutte quelle creaturine, come un monarca inetto e dissoluto che lascia il suo regno in mano ai fidati consiglieri per potersi dedicarsi ai piaceri della vita come il game boy e l’essere escluso dai bambini delle elementari. Ci vivevano precisamente 10 neon (sapete quei cosini blu e rossi che devi tenere in gruppo se no da soli fan schifo al cazzo? Quelli) ed erano sicuramente i suoi abitanti meno interessanti, finché uno di loro si ammalò. Ora, quando un pesce comincia a boccheggiare e perdere colore, per evitare che possa in qualche

Politica

Post verita', ovvero come imparai a fregarmene e amare la menzogna

La parola dell’anno secondo il dizionario di Oxford, citata tanto nel discorso di dimissioni del nostro (ex) presidente del consiglio quanto da ogni articolo di blog alternativi anti-Trump, è “Post-Truth”, o “verità Post-fattuale”, se volete essere maccheronici e inutilmente pomposi. Perché dovrebbe interessarvi? Un attimo di pazienza. E’ una corrente che si è fatta viva nella politica, in cui non si cerca di esporre dei dati verificati ma si fa leva sul lato emotivo (spesso la rabbia contro il sistema), sulle credenze popolari e sulla diffusione e continua affermazioni di argomentazioni continuamente giudicate false o fuorvianti. In pratica non ci interessa più la verità ma lo scandalo, l’eccitazione della folla e lo slogan orecchiabile da urlare in manifestazione

Attualità

Madre Teresa di Calcutta: le ombre sotto il sari.

Bisognerà fare posto sul calendario per una nuova santa: lassù, vicino a San Francesco che parlava con gli animali e L’uccisore di draghi San Giorgio si siederà anche la piccola albanese Madre Teresa di Calcutta. La neo santa è oramai diventata sinonimo stesso di bontà e carità divina, sia per gli organi ufficiali della chiesa che per il volgare popolino, con tutti i suoi modi di dire e le sue battutacce. Tuttavia il suo mito è stato intaccato da ombre e sospetti, provenienti soprattutto dal documentario del 1994 “Hell’s Angel” del giornalista anti-clericale Christopher Hitchens. Praticamente nessuna di queste accuse è mai arrivata su suolo italiano e la maggioranza delle persone che potete incontrare per strada non sono neanche consapevoli che qualcuno ha osato gettare d

Filosofia e Riflessioni

Perchè tutti quanti odiano (giustamente) i vegani

Non è difficile capirlo, in questo periodo tutti quanti amano gli animali: ogni video con un gattino su facebook raccatta valanghe di “mi piace”, chiunque abbia a che fare con la caccia  o le pellicce è un sadico mostro senza cuore e mettiamo subito mano al portafoglio per salvare un canile o qualche cucciolo sfortunato ma scansiamo i morti di fame agli angoli delle strade. <Dai due spicci ad un barbone e lo sfamerai per un giorno, insegnali quanta pietà può fare con un cane e lo sfamerai per tutta la vita.> In questa realtà, in cui sarebbe preferibile essere un cucciolo ferito che non un umano di cui non gliene frega un cazzo a nessuno penserete che chi si batte per salvare ogni essere vivente debba essere visto come un eroe, giusto?   AHAH

Politica

“TERRORISTI” SUONA MEGLIO DI “DISTURBATI”

Da un paio di anni a questa parte il mondo libero e american... pardon, occidentale sta affrontando la sua minaccia più grande: L’ISIS (o Daesh).
L’incredibile novità che ha reso famoso questo gruppo di esaltati non è sicuramente il far scoppiare bombe o lo sparare a persone a caso, (per questo hanno già il copyright Al-Qaeda, IRA, narcos, talebani ecc.), quanto più che altro per l’incredibile idea di sfruttare i social network per farsi campagna pubblicitaria: se un paio di social manager simpaticoni son riusciti a farmi bere quella brodaglia chiamata Cères, figuriamoci cosa potrebbero fare con un marchio altisonante come “Califfato Islamico di Siria e Iraq”. "manca solo la canzoncina di Fedez per renderla una publicictà virale" 
Avevano