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Fabio Perfetti





I suoi articoli:

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Tra il male e Dio.

Me ne stavo in stanzetta, al buio. L'unica luce presente era quella della schermata del cellulare acceso. Controllavo morbosamente quell'accesso su Whatsapp. Forse scriverà. È entrata cazzo , sì. Speravo in un "sta scrivendo" che mai ci fu. Si disconnette. Non mi caga di striscio. Stavolta me la sono giocata davvero, è finita, non la vedrò più. Magari.. In realtà la vedrò eccome, semplicemente non sarà più mia, che poi chissà se lo è mai stata. Allontano il cellulare per un attimo, tento di studiare, domani mi interroga sicuro, manco solo io. Ha letto, nessuna risposta. Penso che le scriverò ancora, anche se mi hanno detto tutti di non farlo. Merda, sono le 19:25, tra cinque minuti iniziano gli allenamenti e io sono in pigiama, dovrò correre il doppio.

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LA TELEFONATA DI RONALDINHO

“Mancava qualche giorno al Clásico con il Real Madrid, Dinho mi telefonò a casa in piena notte. Risposi e mi disse: «Andrés, lo so che sono le 3 del mattino, ma devo dirti una cosa. A giugno vado via. Mio fratello si sta mettendo d’accordo con il Real… Sono cifre incredibili, non posso dire di no… Tu sei giovane puoi capirmi. Mi raccomando però non dire nulla nello spogliatoio e alla società, non tradirmi, mi fido di te più di chiunque altro. Notte Andres». Non mi diede il tempo di parlare, attaccò subito il telefono. Il giorno dopo eravamo sul campo ad allenarci e sentivo intorno uno strano silenzio. Tutta la squadra era strana, coccolavano Dinho come mai prima. Arrivò il giorno del Clásico e negli spogliatoi del Santiago Bernabeu, Dinho prese parola dicendo: «Rag

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Il calcio è morto?

"Il calcio è morto, troppi soldi. È uno schiaffo alla miseria, prima di che in campo c'erano veri uomini che prendevano stipendi equi." Non è poco frequente leggere certe frasi sui social o sentirle dire da qualche calciofilo nei bar di quartiere. È innegabile che il calcio negli ultimi anni sta cambiando. Se ci concentrassimo sul periodo che parte dall'inizio del nuovo millennio fino ad oggi ci accorgeremmo di come la visione del calcio ed il valore che ad esso si dà si sono completamente trasformati. L'economia, i fattori politici, i rapporti tra società e federazioni. I fattori possono essere più di uno. Il differente rilievo che ha avuto il ruolo dei procuratori negli ultimi anni può essere sicuramente una delle cause più incidenti. Risale circa a questa estate la noti

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La tregua di Natale

"A un certo punto è apparso un pallone, non so dire se sia arrivato dalla nostra o dalla loro trincea, prima c’è stato qualche passaggio, ci divertivamo, alla fine è diventata un’unica grande mischia, senza alcun arbitro e punteggio, anche perché il cuoio della palla si era completamente infradiciato. Il pallone aveva rimpiazzato le pallottole e per la durata di una partita di calcio l’umanità aveva ripreso il sopravvento sulla barberie." 24 dicembre 1914, la tregua di Natale. Quando un pallone può diventare simbolo di fratellanza, fermando una guerra per correre insieme verso una porta fatta di giacche e berretti. Tedeschi, inglesi, nessuna differenza. Lunga vita al calcio.

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PROCURATORI: I NUOVI PADRONI DEL CALCIO

3 Agosto 2012. Paul Labile Pogba, un giovane ragazzo delle giovanili del Manchester United si trasferisce alla Juventus. Il giovane centrocampista dei Red Devils viene tenuto ai margini della prima squadra da Sir Alex Ferguson, allora manager dello United, che gli preferiva l'attempato Paul Scholes, il quale aveva da poco deciso di tornare sui campi di calcio. Così, irritato e impaziente, il giovane francese decise di comune accordo con il suo procuratore, un certo Mino Raiola, di non rinnovare il contratto. Chi è Mino Raiola? Per i pochi che non lo conoscessero, Mino nasce a Nocera Inferiore, provincia di Salerno, vive in Olanda dove si diploma e inizia gli studi di Giurisprudenza. mino parla sette lingue, ha un ottimo senso degli affari. Dopo le prime esperienze olandesi decide d

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IO CI SONO MISTER

Nel corso della storia del calcio c'è stato un continuo susseguirsi di storie, di squadre, di campioni e di allenatori. Ognuno di di essi ha segnato il mondo del "fùtbol" in maniera differente. Un elemento interessante che testimonia i cambiamenti di questo mondo nel corso degli anni è il modulo. 442, 451, 352, 343, 4312, 433. Ogni settimana i tifosi si travestono da allenatori, vociferando su quale sarebbe stato il modulo migliore e su chi avrebbe dovuto scendere in campo al posto di quell'attaccante che proprio non ne ha indovinata una.. Se volessimo ripercorrere l'evoluzione di questo aspetto tattico dovremmo partire dal 442. Ancora oggi è considerato Il modulo più completo in assoluto, in grado di coprire in maniera uniforme ed equilibrata ogni zona del campo. Oggi viene u

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IL SIGNOR ROVESCIATA

“20/09/1921, nasce il “Signor Rovesciata”, Carlo Parola. 14 stagioni con la Juventus, 338 presenze, una Coppa Italia, nel ’42, e due scudetti, nel ’50 e nel ’52. Poi altre cinque anni da allenatore dei bianconeri, con altri tre scudetti, nel ’60, nel ’61 e nel ’75 e una Coppa Italia, nel ’60. Un palmares del genere vale l’immortalità e infatti Carlo Parola ha la sua stella nello Juventus Stadium ed è una leggenda bianconera. Ma ancor più che per le vittorie e i trofei, quel difensore roccioso ma elegante è passato alla storia per un’unica prodezza: una rovesciata. Anzi, “La Rovesciata”. Nato a Torino il 20 settembre 1921, Carlo Parola è scomparso nel marzo del 2000, ma ha trovato l’immortalità in quella posa plastica che ha fatto il giro del mondo, ch

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LA RIVINCITA DI MANOLO

Un gol ogni 108 minuti. 24 anni. La migliore media gol tra gli attaccanti italiani degli ultimi anni. Una carriera da vivere che appare più che rosea. Parliamo di Manolo Gabbiadini, sulla carta il futuro bomber della nazionale, virtualmente in lotta per la classifica marcatori della Serie A, nel concreto una riserva del Napoli. Sembra un controsenso totale, eppure questo scenario prende senso se si specifica che fino a qualche settimana fa l'attaccante titolare dei partenopei era un certo Gonzalo Higuain, il migliore marcatore della storia della massima serie italiana, fresco del record siglato con 36 reti nella scorsa primavera. Una riserva di lusso, direbbero alcuni. Eppure Manolo una riserva non lo è proprio. Un attaccante coraggioso, istintivo. Sì perché entrare in campo con l

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LA RIVINCITA DI DIO

.. Tutti nel club mi avevano pregato di esserci. Da quando mi ero fatto male al tendine rotuleo l'Inter era in crisi. Tentarono di farmi giocare in ogni modo ma ero arrivato al limite, decisi di tornare in Svezia per curarmi come si deve, in vista anche degli Europei.Non so se dipendesse tutto da me, ma durante la mia assenza l'enorme vantaggio che avevamo su Roma e Milan si assottigliò sempre di più,ed un campionato che sembrava chiuso a febbraio si riaprì. All'ultima giornata di campionato avevamo solo un punto di vantaggio.Mancini, Mihajlovic, Moratti, tutti mi avevano pregato di esserci contro il Parma.Ad Appiano c'erano ancora i fantasmi del 98 e del 2002, quando l'Inter perse lo scudetto all'ultima giornata a causa di errori arbitrali che ora creavano molta sfiducia nell'ambiente.

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UNA VITA DA SECONDO

Ti chiami Antoine Griezmann, hai 25 anni e sei una delle più belle e giovani realtà calcistiche del momento. Giochi nell'Atlético de Madrid, sei arrivato subito dopo la finale di Champions persa contro i rivali di sempre del Real Madrid. In due anni conquisti il cuore dei tifosi colchoneros a suon di gol e prestazioni spettacolari. Tutte qualità che ti portano a trascinare la tua squadra ad una nuova finale di champions League, contro il Real Madrid, di nuovo. Puoi diventare l'eroe di una città, di un popolo, l'uomo della "revancha". Ma il dio del calcio, si sa, spesso è crudele, gli piace divertirsi, e scombinare le cose, deviandole dal loro destino. Calci un rigore sulla traversa. Un'ora dopo vedi il simbolo del Real, Cristiano Ronaldo, posizionare il pallone della vittoria

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Quando penso a Milano

Quando penso a Milano io penso al calcio. Milano, "la New York italiana". La città della moda, del traffico, del business. La Milano da bere, la Milano delle serate migliori, dei ristoranti di classe. Il Duomo, la madonnina, il castello sforzesco, l'arco della pace. La Milano delle passeggiate sui Navigli. San Siro. Sì perché anche San Siro va aggiunto ai monumenti di Milano. Non solo perché è uno degli stadi storici d'Europa, e non per niente lo chiamano la scala del calcio.. Ma a San Siro si concentra tutta la città meneghina quando le due fazioni milanesi scendono sul prato verde del Meazza. Milano è il calcio. Nessun altra città può vantare due squadre vincitrici della Champions League. Dieci in totale. Quando penso a Milano penso a Ronaldo, Van Basten, Zanetti, Ma

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QUEL CROATO CON IL NUMERO 10

Tifo Inter da quando sono piccolo. Ho sempre vissuto, gioito e sofferto con l'Inter, dai terzi posti dietro Milan e Juventus a inizio millennio ai piazzamenti fuori dall'Europa con Stramaccioni, passando per il triplete del 2010. La prima volta che andai allo stadio fu nel 2013, con mio papà. Inter 2-5 Udinese. La squadra di Guidolin giocava per entrare in Europa. L'Inter di Stramaccioni , dopo una prima parte di stagione esaltante (fino ad arrivare a -1 dalla Juve), fu colpita dagli infortuni e costretta a schierare i ragazzi della primavera iniziammo ad inanellare sconfitte su sconfitte. Era l'ultima di campionato. Più che sulla partita ero concentrato su quella meraviglia di San Siro. La scala del calcio. Era difficile infatti non pensare a quanti fenomeni avessero calcato quello